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August 27 CONTENZIOSI TRA PALAZZO ZANCA E I SUOI DIPENDENTI
Contenziosi tra Palazzo Zanca e i suoi dipendenti 7 MILIONI DI DEBITI FUORI BILANCIO: E IL COMUNE PAGA Mai rintracciate le responsabilità, e il Comune subisce senza opporre resistenza
Messina. Con il Commissario ad acta Petralia a supervisionare i lavori, la consegna del bilancio previsionale 2007 in ritardo di oltre due mesi, il dissesto finanziario annunciato da più parti, il senso di responsabilità dei politici messinesi avrebbe dovuto subire un’impennata, ma evidentemente il richiamo della spiaggia e dell’ombrellone è ben più forte di quello istituzionale. Dopo la votazione di 40 degli oltre 100 emendamenti presentati da maggioranza e opposizione in merito alla votazione del contestatissimo bilancio previsionale 2007, i lavori d’aula si sono infatti nuovamente interrotti il 26 luglio scorso – quando a sedere negli scranni del Consiglio Comunale erano solo 13 su 45 consiglieri – e chissà quando riprenderanno. Un atteggiamento che certo non sorprende, ma che preoccupa non poco, soprattutto in considerazione del fatto che una buona fetta delle entrate previste nel bilancio 2007 sono dovute alla scelta di vendere degli immobili pubblici, ed è difficile pensare di poter preparare e portare a termine una procedura di bando entro il mese di Dicembre quando ancora ad Agosto la delibera non è stata votata. A rendere assolutamente indispensabile la suddetta dismissione (che dovrebbe portare nelle casse del Comune circa 35 milioni di euro) anche e soprattutto la presenza di numerosi debiti fuori bilancio. Un fenomeno che, sebbene arginato dall’assicurazione per la parte esterna, è destinato ad aumentare per quanto riguarda i contenziosi interni, e ciò naturalmente senza che si siano mai rintracciate delle responsabilità personali e, quel che è più grave, senza l’opposizione in tribunale di Palazzo Zanca. Mancato riconoscimento delle indennità, di mansioni superiori, liquidazioni mai consegnate e mancato inquadramento di dirigenti tecnici: sono varie le problematiche che si incontrano all’interno della voce “contenziosi con i dipendenti” del Comune di Messina, e tutte insieme raggiungono una cifra debitoria di circa 7 milioni di euro. Andando più nel dettaglio, soltanto tra sentenze di primo grado e transazioni, infatti, la cifra che il Comune dovrebbe pagare ai propri dipendenti, maturata tra il 2005 e il 2006 e probabilmente destinata ancora ad aumentare, è di due milioni di euro. E poi bisogna considerare la pratica dei dipendenti cosiddetti ex 285, in attesa di liquidazione da più di dieci anni, per i quali il Comune dovrà sborsare prima o poi quasi cinque milioni di euro. Cifre da capogiro, raggiunte anche a causa degli interessi maturati negli anni di attesa dei processi, processi a cui, a onor del vero, Palazzo Zanca non ha quasi mai opposto resistenza. Un atteggiamento a dir poco stravagante, perché l’azione degli avvocati avrebbe sicuramente garantito il raggiungimento di accordi più convenienti per le casse comunali. Eppure ciò che inquieta maggiormente non è tanto la mancata difesa del denaro pubblico, quanto il fatto che in tutta questa catena di errori interni (perché alla base dei contenziosi c’è praticamente in ogni caso una carenza di informazione tra il settore personale e la ragioneria generale) non sono mai state individuate delle responsabilità diritte. Insomma, il Comune risarcisce i suoi dipendenti perché altri dipendenti non hanno fatto bene il proprio lavoro. E ci rendiamo conto che questo circolo vizioso potrebbe durare in eterno se non si troveranno dei sistemi efficaci per far sì che gli uffici funzionino a dovere. Quello di Antonio Ruggeri è sicuramente un caso esemplare. Responsabile del procedimento per il campo nomadi, ex funzionario del dipartimento comunale relativo al patrimonio, coordinatore del polo catastale, l’attuale presidente del collegio dei periti industriali di Messina ha presentato al Comune un atto di precetto da 750 mila euro circa per decreti ingiuntivi notificati, e tutto questo senza che da Palazzo Zanca sia mai arrivata un’opposizione. A formare questa altissima cifra sono sostanzialmente fatture non pagate, presentate da Ruggeri tra il 1998 e il 2001 in relazione a prestazioni d’opera, acquisizioni e alienazioni di immobili, regolamenti condominiali e via dicendo, e che il Comune sarà costretto a pagare adesso cash e con l’aggiunta di interessi. E tutto questo, naturalmente, senza che si siano accertate le responsabilità di nessuno. Che Palazzo Zanca non abbia una strategia comune nel fronteggiare problematiche di questo tipo, lo dimostra infine la vertenza di Carmelo Ricciardi, da anni in attesa dell’inquadramento superiore, con relativo aumento di stipendio. In questo caso, piuttosto che risolvere la questione trovando un accordo di natura economica, il Comune ha preferito conferire al funzionario una dirigenza esterna. E quello delle dirigenze e degli incarichi esterni sarebbe un altro capitolo di malagestione della cosa pubblica che meriterebbe un approfondimento. Insomma, che nel fronteggiare tali situazioni Palazzo Zanca abbia avuto la mano leggera è cosa da poter asserire con certezza. Tale superficialità, è inevitabile, prima o poi si paga, e anche in maniera salata. Ma c’è la sensazione che la cosa non preoccupi più di tanto i nostri amministrazioni, sia di centrodestra che di centrosinistra, sia di ieri che di oggi, che considerano vertenze di questo tipo come normale prassi istituzionale. Alla fine, saranno i cittadini a rimborsare i soldi mai dati ai dipendenti (compresi gli interessi) e a pagare profumatissime consulenze esterne. Ma al sottile e perfido gioco della politica i messinesi sono abituati da sempre.
Francesco Torre August 04 EOLIE IN VIDEO 2007Festival cinematografico Eolie in video “I corti in un mare di cinema” quarta edizione 23 – 28 luglio 2007 L’anfiteatro del castello di Lipari ha ospitato ieri sera la cerimonia conclusiva della quarta edizione del festival Eolie in video e della ventiquattresima edizione del Premio Efesto d’oro. Due i cortometraggi vincitori ex aequo del premio MINI: Miracolo a Ballarò di Gaetano Di Lorenzo, un reportage/viaggio di interesse antropologico nella religiosità popolare di un quartiere difficile di Palermo e Red line di Francesco Cannavà, che “racconta con efficaci inquadrature, nell’assenza di dialogo, l’incontro a distanza tra due persone nella solitudine metropolitana”, come ha motivato il premio la Giuria che quest’anno era presieduta da Gianpaolo Cugno e composta da Irene Bignardi, Emanuele Bottari, Nino Genovese, Tano Gullo, Maria Lombardo,Vera Zagami. Il Premio Roberto Rossellini per le scuole siciliane è andato invece a Sto raccontando una storia di Emanuela Tomasetti, perché “coinvolge i bambini di Alicudi in una prima esperienza cinematografica in cui la componente ludica fa da sfondo”. Infine il Premio CINIT, dedicato alle opere che si sono distinte nell’approfondimento di tematiche sociali ed esistenziali è stato assegnato a Ramiro di Adam Selo per “l’appassionato racconto di un’infanzia negata, reso tramite un assoluto primato dell’immagine”. Sul palco il maestro Vittorio Taviani e la figlia Giovanna premiati con il prestigioso premio Efesto d’oro rispettivamente per il film La masseria delle allodole e per Ritorni (nella sezione documentari). Giovanna Taviani non ha nascosto il suo coinvolgimento emotivo nell’essere premiata proprio nel contesto eoliano, nella splendida cornice dell’anfiteatro del castello di Lipari, isola a cui i Taviani sono da sempre legati, e che in particolare ha visto Giovanna ancora bambina muovere i primi passi nel cinema con il film Kaos dei fratelli Taviani. Una vera e propria festa con dei riconoscimenti a quegli autori ed attori giovani che si sono particolarmente distinti nell'arco dell'anno per le loro opere, da Christian Bisceglia, premiato con L’Efesto d’oro per il film L’agente matrimoniale , a Giacomo Campiotti (Efesto d’oro alla carriera), Gian Paolo Cugno e Enrico Lo Verso per il film Salvatore – questa è la vita; a Giovanna Taviani per la sezione documentari. L’attrice Serena Autieri e il regista Emanuele Crialese non sono potuti essere presenti per motivi diversi. Si chiude così il Festival organizzato dal Centro Studi Eoliano, il quale si conferma come una delle realtà più attive per quanto riguarda la promozione della cultura e del territorio siciliano, una vera e propria garanzia di qualità, avallata dalla presenza di un importante partner commerciale, MINI BMW ITALIA, che ha creduto nel progetto di Eolie in Video sin dalla sua nascita e che lo ha sostenuto e continua a sostenerlo con forza e convinzione, e di un altrettanto rilevante partner culturale, l’Associazione Nazionale Cinit – Cineforum Italiano. 29 LUGLIO 2007 INQUINAMENTO ACUSTICO
PUBBLICATI I DATI DEL SERVIZIO MONITORAGGIO AMBIENTALE ANCORA MOLTO ALTO L’INQUINAMENTO ACUSTICO A MESSINA ENTRO IL 2008 UN PIANO D’INTERVENTO
Messina. La città dello Stretto si conferma una delle più inquinate dal punto di vista acustico. E’ quanto risulta dall’indagine condotta nei mesi di Maggio e Giugno 2007 dal Servizio Monitoraggio Ambientale del Dipartimento Mobilità Urbana del Comune di Messina, in ottemperanza con il Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 194 (Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione e alla gestione del rumore ambientale). La rete di monitoraggio continuo del rumore derivante dal traffico veicolare, costituita da due stazioni di rilevamento (Viale Boccetta, presso il balcone del primo piano della sede dell’Ufficio Programmi Complessi del Comune di Messina, e Viale della Libertà, presso la centralina rilevamento inquinanti atmosferici della Provincia), ha infatti constatato un costante e preoccupante livello di inquinamento acustico ampiamente superiore a quello previsto dalla normativa vigente (D.M. 16 Marzo 1998; DPR 30.03.2004, n° 142). I dati, rilevati in ottemperanza al Decreto legislativo 19 agosto 2005, n° 194 (“Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla determinazione ed alla gestione del rumore ambientale”), sono stati ottenuti utilizzando una strumentazione tecnologicamente avanzata: fonometri di precisione, classe 1, modello Larson & Davis 820 dotati di cabinet per le misure all’esterno e modem gsm per la trasmissione. I risultati dei rilevamenti, infatti, venivano inviati in tempo reale dalle centraline all’unità centrale di controllo, ubicata presso la sede dell’ufficio comunale del Dipartimento Mobilità Urbana, via gsm. In particolare, rilevando il livello continuo equivalente ponderato A ad intervalli di 1 ora e di 3 minuti si è voluto calcolare: per ogni giorno, i livelli equivalenti diurni (tempo di riferimento dalle 06:00 alle 22:00) LAeqgiorno, e notturni (tempo di riferimento dalle 22:00 alle 06:00) LAeqnotte; i valori, riferiti ad al periodo mensile, diurni (LAeqmese-diurno) e notturni (LAeqmesenotte); per ogni settimana, i livelli diurni (LAeqweek-giorno) e notturni (LAeqweek-notte); il descrittore acustico Lden, riferito al mese di misura, definito dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n° 194. Il calcolo dei suddetti descrittori acustici è chiaramente stato effettuato previa “bonifica” degli eventi, temporanei e ad alto contenuto energetico, ritenuti anomali ai fini della disamina del rumore derivante da traffico veicolare. Nel dettaglio, il rilevatore posto sul Viale Boccetta, uno dei nodi più trafficati della città, ha mostrato come i livelli di rumorosità nel mese di Giugno siano ben al di sopra delle quote stabilite dalla normativa nazionale: 73 deciBell nelle ore mattutine ( a fronte del limite dei 65 prescritto dalla legge) e 68,5 dB nelle ore notturne ( quando invece il limite sarebbe di 55 dB). Allo stesso modo, sul Viale della Libertà, altro punto nevralgico del traffico cittadino, benchè le soglie siano significativamente più basse, le rilevazioni permettono comunque di notare indici al di sopra delle quote prescritte dalla normativa: 69 dB di giorno e 65 dB di notte. Dati preoccupanti, che confrontati a quelli degli altri agglomerati con più di 250.000 abitanti in Italia ci permettono di affermare che Messina è una delle città italiana con i più alti livelli di inquinamento acustico. Eppure, confrontando il dato con le rilevazioni effettuate negli anni precedenti, si può notare una certa diminuzione delle soglie di rumore, dovuta certamente alla scelta, finalmente attuata dall’amministrazione comunale, di dirottare tutto il traffico pesante fuori dalle strade del centro cittadino. Oltre al monitoraggio, il suddetto Decreto Legislativo 19 agosto 2005, n. 194, che avrebbe multato in maniera salata i comuni qualora non avessero rispettato il termine ultimo del 30 Giugno 2007, prescrive entro il 18 luglio 2008 l’elaborazione di un piano d’azione, indicando tra le altre cose le misure antirumore già in atto e i progetti in preparazione, gli interventi pianificati dalle autorità competenti per i successivi cinque anni (pianificazione del traffico; accorgimenti tecnici a livello delle sorgenti; riduzione della trasmissione del suono; misure economiche o incentivi) e le strategie di lungo termine, comprese le misure volte alla conservazione delle aree silenziose.
Francesco Torre August 01 NETTUNO SPA, QUESTIONI DI LOBBY
Violate le norme dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici Nettuno Spa, una questione di lobby Ancora sotto i riflettori il conflitto d’interessi del sindaco Genovese
Messina. Quando è entrato in aula lo scorso 25 giugno per presentare il bilancio previsionale 2007 – ovviamente senza sapere che di lì a poco l’assessorato regionale agli Enti Locali avrebbe nominato un commissario ad acta per chiudere nel minor tempo possibile la parte contabile – il sindaco Francantonio Genovese ha voluto spiegare al Consiglio comunale le difficoltà incontrate dalla Giunta per fronteggiare una situazione debitoria gravissima, difficoltà che hanno avuto come conseguenza la dura ma responsabile decisione dell’amministrazione di adottare una linea di rigore e di risparmio. Considerando i numeri provvisori del bilancio, sinceramente ancora non si riesce a capire quali siano stati i tagli fatti in tal senso, anzi pare al contrario che la spesa pubblica abbia subito un ulteriore aumento. Una cosa è sicura, però: la politica di risparmio non riguardava i trasferimenti alle società partecipate, né le ricapitalizzazioni. Come quella che ha interessato la Nettuno Spa. Nell’universo delle società mangiasoldi del Comune di Messina, la Nettuno Spa non è certamente la più esosa: da quando è stata fondata, nel 2001, sarà costata infatti all’amministrazione comunale non più di 100.000 euro (e altrettanti più o meno alla Provincia, che ne detiene l’altra parte di quote). Con una piccola particolarità, però, che la rende assolutamente unica in questo desolante panorama: non ha mai prodotto alcun servizio. Nata con lo scopo di progettare e realizzare un capolavoro di sviluppo turistico quale un porticciolo di circa 700 posti barca, con parcheggi e strutture pubbliche e private di servizio nella zona compresa tra Pace e Sant’Agata, la Nettuno Spa in 6 anni si è limitata a presentare un progetto preliminare dell’opera (marzo 2002) e a fare un accordo con la società del Gruppo Franza “Marina dello Stretto” (altra società costituita ad hoc per la realizzazione del porticciolo) al fine di richiedere un’unica concessione cointestata (novembre 2004). Fine dei lavori. Anzi, a ben vedere c’è un’altra cosa che la società Nettuno Spa ha fatto in questi 6 anni: ha pagato regolarmente lo stipendio ai 5 membri del Consiglio di amministrazione e ai 3 componenti del Collegio sindacale. Il tutto per un totale, fino ad ora, di circa 200.000 euro. E questo è senza ombra di dubbio il vero capolavoro della Nettuno Spa. «Non è stato sperpero di denaro pubblico», dichiara il dott. Giuseppe Russo, Presidente della Nettuno, «ma un investimento orientato verso un programma di sviluppo che trae la propria forza dal contesto territoriale». Probabilmente il contesto a cui il Presidente Russo si riferisce è proprio quello delle società satellite del Comune, un contesto nel quale lo sperpero di denaro pubblico non rappresenta un’anomalia ma la prassi. Fatto sta, però, che Comune e Provincia hanno talmente apprezzato l’operato degli 8 dipendenti della Nettuno, da decidere nelle ultime settimane non soltanto di ripianare i debiti della società (così come avevano fatto ogni anno), ma di acquisire le quote appartenenti ai privati - l'IRA Costruzioni Generali Srl (22,05%), la Società italiana dragaggi Spa (22,05%), l'Acquatecno Srl (2,45%) e la Società C.Lotti & Associati Spa (2,45%) – e di ricapitalizzare la società, con una spesa, soltanto per il Comune, di 42.986 euro. Una scelta che non è certamente passata in silenzio nelle giunte comunali e provinciali di Messina, dove si sono fatte sentire delle chiare voci di dissenso. Al Comune, per esempio, il provvedimento non è stato votato da due assessori, Alfredo Crupi e Clelia Fiore (appartenenti rispettivamente ai gruppi politici di Rifondazione Comunista e dei Verdi), i quali hanno puntato il dito non solo sulla cattiva gestione della società, ma su un altro, forse anche più grave, punto dolente: l’enorme impatto ambientale dell’opera in questione. Un appunto, però, che sembra essere stato accolto con indifferenza dal garante comunale per l’ambiente, l’assessore all’Ecologia Squadrito, che tra l’altro ha la pesante delega ai “Rapporti con le aziende e società partecipate del Comune”: «La ricapitalizzazione era importante per avere una funzione di guida all’interno di questa società, ed è stata una scelta condivisa anche dalla Provincia», rassicura Squadrito, che aggiunge «L’ipotesi di porticciolo è vista positivamente dall’amministrazione comunale, purché vengano interessate le associazioni ambientaliste e si operi per lo sviluppo turistico senza destabilizzare l’ambiente circostante». Adesso la Nettuno Spa è interamente a capitale pubblico (59,49% della Provincia, 40,51% del Comune), e si attende la valutazione di impatto ambientale del porticciolo per avviare qualsiasi procedura progettuale avanzata. Ci si potrebbe chiedere per quale motivo i privati che avevano fino ad ora investito nel progetto abbiano deciso di abbandonarlo proprio adesso, ma la risposta sembra scontata e riguarda una netta violazione alle normative dell’Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture. Il comma 2 dell’art. 65 (Disposizioni generali) del Decreto del Presidente della Repubblica n. 554 del 21/12/1999 recita infatti: «Alle procedure si applicano le norme comunitarie e nazionali di recepimento in materia di appalto pubblico di servizi per quanto riguarda i termini, i bandi, gli avvisi di gara». In pratica, l’Autorità di Vigilanza obbliga la Nettuno Spa ad espletare bandi pubblici sia per la progettazione che per la costruzione dell’opera in questione, e ciò entra in forte contrasto con l’iter fin qui seguito dal Presidente Russo e dall’azienda. Per quanto riguarda la progettazione, per esempio, la Nettuno Spa ha già adottato – naturalmente senza procedere ad alcun bando pubblico – il progetto elaborato dall’ing. Beppe Rodriguez della “Gea Tecnica” per conto del Gruppo Franza. E come sarà possibile, poi, avviare le procedure per una gara pubblica quando l’appalto per la realizzazione dell’opera è già stato – sulla carta – affidato alla società, sempre del Gruppo Franza, “Marina dello Stretto”?Potremmo chiederlo a Francantonio Genovese, da anni socio di minoranza del Gruppo Franza, e ormai uno dei 2 proprietari della Nettuno Spa, ma sappiamo quanto il sindaco sia refrattario a rispondere alle domande che riguardano le questioni di lobby, soprattutto quando interessano il proprio insanabile, e d’altronde mai sanato, conflitto d’interessi. Francesco Torre |
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