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May 28 IL PROF. DINO BRAMANTI INCHIODATO DALL'AVVOCATURA DI STATOIL PROF. DINO BRAMANTI INCHIODATO DALL’AVVOCATURA DI STATO Provata la violazione alla Legge Finanziaria del 2007 per incompatibilità di incarichi da parte del direttore scientifico dell’Istituto Neurolesi
Messina. Che all’Istituto Neurolesi “Bonino Pulejo” ci fosse una violazione alla legge Finanziaria del 2007, noi l’avevamo denunciato da tempo. Non poteva infatti sfuggire a nessuno la leggerezza con cui il direttore scientifico, Dino Bramanti, stava accumulando incarichi e stipendi: oltre a quello all’Irccs Neurolesi, da 220 mila euro, si aggiungono infatti la cattedra in Neurologia all’Università di Messina; la coordinazione del dottorato di ricerca in Scienze Neurobiologiche; la coordinazione del corso di laurea in Tecniche di Neurofisiopatologia; attività di professionista in strutture sanitarie pubbliche; addirittura, per un certo periodo, anche un posto nella Commissione Nazionale della Ricerca presso il Ministero della Salute. E tutto ciò mentre la Finanziaria 2007, ribadendo un principio già affermato nella legge del 2003 che regolamentava per la prima volta gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, recitava a chiare lettere nel comma 818 che «Per il direttore generale, scientifico, amministrativo e sanitario degli IRCCS vigono l’incompatibilità totale e il divieto d’esercizio di qualsiasi attività professionale». Nonostante la straordinaria chiarezza della norma, però, dal 6 marzo 2006, giorno dell’insediamento di Bramanti al Neurolesi, egli ha potuto liberamente svolgere i suoi tanti incarichi nella più assoluta tranquillità. Fino a quando, qualche mese fa, risvegliatasi da un lunghissimo letargo, l’Università di Messina ha deciso di chiedere sulla vicenda un parere legale all’Avvocatura distrettuale dello Stato di Messina. Avvocatura che, prendendosi forse più del tempo necessario, dopo 4 mesi ha deliberato che l’incompatibilità ci sta tutta e che Bramanti deve scegliere se abbandonare o l’incarico al Neurolesi o quello all’Università. Con un’aggravante: anche la legge sulla docenza universitaria (Decreto Presidente Repubblica 11 luglio 1980, n. 382), infatti, prevede che “Nel caso di divieto di cumulo dell'ufficio di professore ordinario o fuori ruolo con altri impieghi pubblici o privati, l'assunzione del nuovo impiego pubblico comporta la cessazione di diritto dall'ufficio di professore» (Art. 15, “Inosservanza del regime delle incompatibilità”). L’Università di Messina, alla luce di questo parere, ha già richiesto, tramite una nota pettorale, formalmente a Bramanti di risolvere tale incompatibilità, ed in seguito potrebbe anche pretendere dal professore la restituzione degli stipendi dal marzo del 2006 ad oggi, sebbene questi abbia dichiarato di non aver mai percepito nulla dall’Istituto Neurolesi, cosa che, anche qualora venisse accertata, non avrebbe la minima importanza ai fini dell’incompatibilità e, dunque, della trasgressione della legge. Quando chiamiamo l’Istituto Neurolesi per avere un commento a caldo sulla decisione dell’Avvocatura di Stato, il segretario di Bramanti ci dice che il professore è fuori per un congresso e tornerà «non prima della prossima settimana». Non avevamo dubbi. Occupato come è, con mille incarichi da ricoprire, ogni tanto qualche assenza dovrà pur farla. Francesco Torre TOMMASINI SI SALVA SOLO PERCHE’ FORMALMENTE COMMISSARIO DELL’IRCCS Messina. Corre l’obbligo di ricordare che l’Avvocatura di Stato, mentre condannava Dino Bramanti per incompatibilità, allo stesso tempo assolveva dalla stessa accusa il prof. Raffaele Tommasini, commissario straordinario dell’Istituto Neurolesi, in primo momento anche lui invischiato nella presunta violazione della Finanziaria 2007 in quanto professore ordinario di diritto civile e del lavoro all’Università di Messina, avvocato abilitato al patrocinio in cassazione oltre che nel recente passato anche esperto alla Provincia di Messina, ente presieduto da Salvatore Leonardi, suo cliente. Come lui stesso aveva dichiarato in un’intervista esclusiva rilasciata al nostro giornale, è proprio la natura temporanea del suo incarico a permettergli di poter accumulare diversi incarichi. Un vizio formale che, per legge, diventa sostanziale. Nonostante ormai siano passati più di 2 anni dalla nomina e sicuramente passerà altro tempo prima che il neopresidente della Regione, Raffaele Lombardo, decida di nominare un nuovo direttore generale. Francesco Torre May 23 CORTI DA COCKTAIL 2008 – SI CHIUDE CON DUE GRANDI TALENTI MESSINESILunedì 26 maggio al Centro Servizi “Guernica” avrà luogo l’ultimo appuntamento con “Corti da Cocktail 2008”, la manifestazione dedicata al mondo dei cortometraggi coordinata da Francesco Torre e organizzata dal Cineforum Orione di Messina. Dopo gli “applausi a scena aperta” conquistati dai giovani registi Alessandro Turchi e Alberto Pascarella, i cui lavori sono stati proiettati lo scorso lunedì, è il momento di presentare al pubblico altri due grandi talenti messinesi che si stanno affacciando sulla scena cinematografica nazionale. Stiamo parlando di Francesco Cannavà, di cui verrà proposto il cortometraggio “Red Line”, vincitore sia del “Taormina FilmFest 2007” che di “Eolie in Video 2007” – peraltro reduce da una turnè in giro per il mondo organizzata dal NICE (New Italian Cinema Festival) – e di Emanuele Musarra, che presenterà il suo lavoro d’esordio “Fill” (finalista al festival internazionale “Babelgum”, patrocinato da Spike Lee) assieme a due “Digital Nude Projects”, suggestive sperimentazioni video che rinnovano l’iconografia del nudo d’artista. Entrambi i registi saranno presenti in sala e introdurranno personalmente i propri cortometraggi. Tra gli altri film brevi in programma, selezionati nell’ambito del Festival “Eolie in Video” tra i migliori e più premiati dell’ultimo anno, meritano sicuramente una segnalazione il divertente “Iris Blu”, del collaudato duo salernitano formato da Fabio Ferro e Sidney Sibilia e i lavori di stampo documentaristico “Ramiro” di Adam Selo e “Come una radio” del palermitano Gaetano Di Lorenzo. La formula è ormai collaudata: la proiezione si svolgerà nei locali del “Guernica” (Via Castellammare 6, vicino Chiesa dei Catalani) a partire dalle ore 21 e sarà possibile, tra il primo e il secondo tempo, gustare un aperitivo con buffet offerto dal Cineforum Orione. Per conoscere il programma integrale e le modalità di accesso alle proiezioni, consultare il sito internet www.cineforumorione.it o contattare direttamente l’organizzazione all’indirizzo di posta cineforumorione@email.it. May 15 CORTI DA COCKTAIL 2008 - SPAZIO AI GIOVANI REGISTI MESSINESICORTI DA COCKTAIL 2008 – SPAZIO AI GIOVANI REGISTI MESSINESI Si fa sempre più ricco il programma di “Corti da Cocktail 2008”, la manifestazione dedicata al mondo dei cortometraggi coordinata da Francesco Torre e organizzata dal Cineforum Orione in collaborazione con il Centro Servizi “Guernica”. Dopo il successo della prima serata, lunedì 19 maggio alle 21 saranno infatti proiettati altri nove cortometraggi di autori italiani, selezionati nell’ambito del Festival “Eolie in Video” tra i migliori e più premiati dell’ultimo anno. Ampio spazio verrà dato, durante la serata, a due giovani registi messinesi, i quali presenteranno personalmente i propri lavori al pubblico in sala: Alessandro Turchi, autore di “Appunti per una ricostruzione” e “Gioco a perdere” (quest’ultimo realizzato in collaborazione con il collettivo artistico Machine Works), e Alberto Pascarella, al suo esordio con il corto “Idoli”. Tra gli altri film brevi in programma, meritano sicuramente una segnalazione “Univers Paralits” di Tommaso Volpi – realizzato in pellicola 35 mm – e “And the sea came by” di Filippo Fraternali, due registi italiani formatisi in scuole di cinema straniere (il primo a Parigi, il secondo a Londra), e poi i divertentissimi “Cachaça”, “Streghe” e “Racconto di un successo”, quest’ultimo ambientato nei quartieri popolari di Palermo. La formula è ormai collaudata: la proiezione si svolgerà nei locali del “Guernica” (Via Castellammare 6, vicino Chiesa dei Catalani) e sarà possibile, tra il primo e il secondo tempo, gustare un aperitivo con buffet offerto dal Cineforum Orione. Si ricorda che, grazie al patrocinio dell’ERSU, gli studenti universitari potranno usufruire di uno speciale abbonamento (al costo di appena 5 euro) che garantirà l’accesso a tutti gli spettacoli della manifestazione. Per conoscere il programma integrale e le modalità di accesso alle proiezioni, consultare il sito internet www.cineforumorione.it o contattare direttamente l’organizzazione all’indirizzo di posta cineforumorione@email.it. May 14 ESPROPRI AL TIRONE: SI DA' IL VIA ALL'ENNESIMA SPECULAZIONE EDILIZIA
ESPROPRI AL TIRONE: SI DA’ IL VIA ALL’ENNESIMA SPECULAZIONE EDILIZIA Il Comune baratta la memoria storica della città per un pugno di uffici. Ed è pronto a sorgere un colosso di 12 piani.
Messina. Tempo di espropri per il quartiere Tirone. Il commissario Gaspare Sinatra ha dato infatti 30 giorni di tempo agli abitanti delle case oggetto della riqualificazione della vasta area del centro cittadino per formulare osservazioni sullo studio di fattibilità della Società di Trasformazione Urbana (STU) “Il Tirone” Spa. Dopo questo termine, inizierà la fase di espropriazione vera e propria degli immobili, e prenderanno il via dopo quindici anni di tira e molla e polemiche atroci i lavori per il restauro di edifici storici e la costruzione di megacomplessi edilizi. Che dietro la riqualificazione del Tirone ci sia lo spettro dell’ennesima speculazione edilizia in salsa messinese non ci vuole la laurea per capirlo. Basta andare a vedere la composizione della Società mista che realizzerà i progetti, la Stu appunto: solo il 30% delle azioni della Spa, infatti, è detenuto dal Comune, mentre il restante 70% è diviso tra Garbali-Conics Spa, Studio FC & RR associati, Demoter srl, Ingegner Arcovito Paolo Costruzioni, Ciaquattropareti, Trio Ingegneria e Finanza srl. Un team di privati capace di provvedere alla demolizione dei vecchi immobili, alla progettazione e alla costruzione di immobili e infine anche alla vendita. Un affare da milioni e milioni di euro, che difficilmente potrà continuare ad essere mascherato ancora per molto come un piano di “riqualificazione ambientale” dello storico quartiere messinese, e che già da una prima lettura del progetto mostra la propria vocazione essenzialmente commerciale. Il progetto, infatti (che dovrebbe essere finanziato – almeno in parte – dai fondi messi a disposizione dalla legge 127/97 per il restauro degli edifici preesistenti), comprende in tutto 10 interventi, di cui 3 di natura infrastrutturale pubblica e 7 ad opera di privati. Tra gli interventi pubblici segnaliamo la realizzazione di un polo scolastico e di un parcheggio, l’arredo di Piazza del Popolo e un piano di edilizia residenziale sperimentale. I privati, invece, spingono per la creazione di un centro artigianale, la riqualificazione dell’antico Borgo e della Scalinata di S. Barbara, la costruzione di 4 edifici di edilizia residenziale e per uffici. E che edifici! Basti citare il caso più eclatante: un immobile di 14 piani di cui 2 interrati, un gigante di cemento nel pieno centro cittadino, una delle opere più imponenti mai realizzate a Messina posta a pochi metri di distanza dagli edifici seicenteschi e settecenteschi del quartiere Tirone. Già immaginiamo l’obbrobrio. E sentiamo quell’orribile odore di soldi che ha guidato tutte le operazioni commerciali che hanno portato al sacco edilizio in città negli ultimi decenni. E stavolta il Comune, che ha affidato la responsabilità del procedimento all’ing. Raffele Cucinotta, non solo starà a guardare, ma si farà addirittura complice. Per un pugno di dollari, avrebbe suggerito Sergio Leone. Perché la deturpazione del quartiere consentirà a Palazzo Zanca di avere a disposizione un certo numero di uffici pubblici e quindi di abbandonare le sedi decentrate attualmente in affitto. Ecco con cosa si baratta la memoria storica della città.
Francesco Torre
DALL’ETA’ DEL BRONZO A QUELLA DEL CEMENTO: LA TRISTE STORIA DEL QUARTIERE TIRONE
Messina. Abitato sin dall’età del Bronzo, il quartiere in questione – anticamente definito Jerone o Monte Oliveto – si è ampliato notevolmente dopo essere stato inglobato all’interno delle mura difensive fatte costruire nel ‘500 da Carlo V. Dopo il terremoto del 1908, poco è rimasto delle tante chiese che vi erano collocate, del Noviziato fatto costruire dai Gesuiti, delle tipologie abitative del Settecento e dell’Ottocento che si affacciano un po’ ovunque. Solo ruderi, anche se in qualche caso consistenti, che però già sin da dopoguerra – all’inizio di quella grande speculazione edilizia che non è mai più terminata – sono stati demoliti o abbandonati a se stessi, erosi dal tempo o sostituiti da baracche. Per questo ciò che possiamo ammirare oggi è solo un ambiente sociale poco vivibile e dalle incerte condizioni igienico-sanitarie. E’ anche alla luce di questa decennale indifferenza istituzionale che gli ultimi passaggi per la riqualificazione assumono oggi una certa importanza. Ma bisogna assolutamente evitare il pericolo dell’ennesima speculazione edilizia.
Francesco Torre POLICLINICO: LENTE D'INGRANDIMENTO SUGLI APPALTI
POLICLINICO: LENTE D’INGRANDIMENTO SUGLI APPALTI L’Alto Commissariato per la Corruzione indaga sugli aumenti indiscriminati dei servizi. E Pecoraro abolisce la vigilanza.
Messina. Il prezzo di un pasto caldo nel 2003? 12 euro e 77 centesimi. E nel 2008? 17 euro e 83 centesimi. Al Policlinico di Messina, evidentemente, l’inflazione corre più veloce che nel resto del mondo, se è vero che l’aumento delle diete per i malati è aumentato in 5 anni di quasi il 50%. La Zilch, la ditta vincitrice dell’appalto, ringrazia, e nel frattempo, ad una cifra addirittura minore a quella del 2003, vince qualche settimana fa l’appalto per la mensa all’Ospedale Papardo. Misteri del Policlinico Universitario, l’azienda sanitaria con 42 milioni di euro di debito e una marea di precari in attesa di essere stabilizzati in virtù di quanto previsto dall’ultima Finanziaria. Misteri, però, che rischiano di non rimanere più tali, dacché l’Alto Commissariato per la prevenzione e il contrasto della corruzione e di altre forme di illecito nella pubblica amministrazione, organo governativo, ha deciso di vederci chiaro una volta per tutte su queste anomalie legate agli appalti, e sta predisponendo un dossier che ormai comincia a far paura a molti. Preoccupato, innanzitutto, è il neo commissario Giuseppe Pecoraro, che in fretta e furia ha annullato una gara di 1 milione e 700 mila euro, in scadenza al 18 aprile, per il servizio di vigilanza. Servizio di vigilanza giudicato dallo stesso Pecoraro inutile, sostituibile con un semplice e molto più economico portierato. Servizio di vigilanza, però, che fino all’anno scorso veniva pagato a peso d’oro, con aumenti annui sul prezzo dell’appalto di circa 600 mila euro. Aumenti le cui procedure hanno parvenza di legalità, essendo legate ad un’estensione del servizio e alla revisione del prezzo in base a parametri nazionali (per esempio il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro), ma che Pecoraro adesso sembra voler abbandonare per sempre, in nome dei principi di sobrietà e risparmio. Principi che non sono mai stati di casa al Policlinico, dove i passati direttori generali e commissari hanno peraltro elargito un numero considerevole di inutili consulenze esterne, tra cui spiccano quelle nel settore legale, 3,2 milioni di euro l’anno, nonostante all’interno dell’azienda sia presente un ufficio con degli avvocati. Il caso della mensa, poi, è emblematico. Nel 2003 era stato concesso alla Zilch un appalto che di lì a poco si rivelaò sovrastimato, nel senso che il numero di pasti giornalieri previsti dal capitolato era di gran lunga inferiore a quello reale. Questo comportò per la Zilch una notevole perdita economica ed ebbe come conseguenza la minaccia di risoluzione del contratto e la richiesta dei danni. La trattativa, evidentemente, dovette essere condotta dal Policlinico in maniera alquanto dimessa, dati i risultati che abbiamo illustrato sopra. Ma il vizio era già nella procedura iniziale. Quindi, bene ha fatto il neo commissario Pecoraro ad annullare l’appalto per il servizio di vigilanza, finalmente un gesto concreto e non le solite chiacchiere da conferenza stampa. Un gesto, però, che si è reso quasi obbligatorio dato che tra il dire e il fare stavolta c’era di mezzo… l’Alto Commissariato per la Corruzione.
Francesco Torre
IL PARADOSSO DEI LEGALI CHE NON POSSONO ANDARE IN TRIBUNALE
Messina. Giuseppe Giordano e Antonino Anastasi sono i due legali interni del Policlinico. Lavorano nell’azienda ospedaliera da più di dieci anni eppure non si sono mai iscritti all’albo speciale. E dunque non sono abilitati ad andare in tribunale. E al posto loro l’azienda è costretta a mandare altri avvocati, esterni, pagati a peso d’oro. Sembrerebbe una barzelletta ma non lo è. E costa al Policlinico circa 3,2 mln di euro l’anno. Soldi su cui la Procura sta indagando, dato che in passato sono stati concessi anche a docenti universitari e titolari di altre cariche pubbliche (solo per fare un paio di nomi, parliamo del professore universitario e vicesindaco Antonio Saitta e del docente e attuale direttore Irccs Neurolesi Raffaele Tommasini), presumibilmente incompatibili con quell’incarico. Qui lo spreco è evidente: che senso ha avere all’interno del proprio organico degli avvocati che non possono dibattere in tribunale? Sarebbe come assumere un chirurgo che non può andare in sala operatoria. Misteri del Policlinico!
Francesco Torre PANORAMICA ILLUMINATA? PROMESSA MAI MANTENUTA
PANORAMICA ILLUMINATA? PROMESSA MAI MANTENUTA L’anno scorso l’ex assessore Isaja aveva redatto il progetto, mai finanziato.
Messina. «Entro l’estate del 2008 la Strada Panoramica dello Stretto sarà completamente illuminata». A prometterlo, circa un anno e mezzo fa, era stato l’ex assessore Gaetano Isaja, presentando il piano d’illuminazione della Strada Provinciale 54, trafficata arteria cittadina che conduce agli ex borghi marinari di Pace, Granatari, Torre Faro, oggi importanti luoghi di villeggiatura, dove in estate si trasferisce quotidianamente la movida giovanile messinese. Strada trafficatissima e… pericolosissima: 6 kilometri da percorrere completamente al buio, compresa una galleria, dove gli incidenti sono all’ordine del giorno. L’estate 2008, però, si sta avvicinando e dell’illuminazione della Panoramica non si hanno più notizie. Nessun bando di gara promosso dal Comune, nessun appalto, nessuna protesta da parte dei cittadini, ormai tristemente abituati a subire in silenzio le carenze di una classe politica completamente inutile alla città. E dire che allora, all’assessore Isaja, ci avevamo pure creduto. Sì perché l’intervento migliorativo sulla Strada Panoramica sembrava fattibile, sia per quanto riguarda i costi (poco più di 1 milione di euro) che per quanto riguarda la progettazione, affidata all’ing. Vincenzo Ferrarolo, e la programmazione, a carico dell’ing. Salvatore Saglimbeni, responsabile del procedimento. Il progetto prevedeva, infatti, che i pali della luce, collocati al centro della sede stradale, riuscissero ad illuminare entrambe le carreggiate, nonché i viadotti per l’accesso ai villaggi. E non ci si venga a dire che la colpa della mancata realizzazione del progetto risiede nella sentenza del Cga e nella cacciata di Francantonio Genovese e della sua ciurma: il progetto era stato presentato a febbraio del 2007 e l’iter per l’appalto si sarebbe dovuto concludere a maggio/giugno, cioè 4 mesi prima della notizia choc del “tutti a casa”. E tale ritardo nelle procedure ha finito per il influire anche per il futuro, perché di certo il commissario straordinario Gaspare Sinatra non avrebbe potuto ostacolare un appalto giunto al momento dell’esecuzione. La verità è una sola: Isaja aveva fatto il progetto senza avere i soldi, e ne era cosciente. E questi soldi, come ammettono ancora adesso da Palazzo Zanca, continuano a non esserci. E così passerà un’altra estate di incidenti sulla Panoramica, e non rimane che da sperare che non siano mortali. Perché non si può certo pensare che il nuovo limite orario di 30 km all’ora verrà rispettato in un tratto di strada realizzato per essere a scorrimento veloce, tanto più in assenza sia di vigili urbani che di autovelox. Insomma, al Comune la smettano di raccontarsi e di raccontarci barzellette, soprattutto quando di mezzo ci sono questioni di sicurezza. Il piano di illuminazione della Panoramica va finanziato e realizzato, si trovino i soldi e lo si faccia al più presto.
Francesco Torre
TRA COCCI DI GUARD-RAIL E “PIAZZA PRESERVATIVO”
Messina. Ma non è solo la carenza di illuminazione a rendere pericolosa e degradata la Strada Provinciale 54. Innanzitutto la manutenzione, assolutamente carente. Lo si può vedere all’interno della galleria Bosurgi, dove cocci di guard-rail sono gettati per terra dopo essere stati divelti da auto in corsa. Poi i depositi di rifiuti abusivi: l’ultimo è stato sequestrato qualche giorno fa, ma anche sul ciglio stradale si accumulano soprattutto rifiuti ingombranti, elettrodomestici, pezzi di arredo domestico, bombole del gas. Ed infine la questione delle piazzole di sosta, la notte occupate principalmente da coppiette in cerca di privacy. Una di esse ormai è stata ribattezzata dal popolo giovanile “Piazza Preservativo”, un nome alquanto eloquente. Insomma, la Strada Panoramica dello Stretto è territorio di nessuno, su cui né il Comune né la Provincia esercitano alcun tipo di controllo, ed è per questo che i cittadini (sbagliando, s’intende) pensano di essere autorizzati a farci quello che vogliono. Un andazzo ormai non più tollerabile.
Francesco Torre IMPIANTI SPORTIVI, ANCORA DEGRADO E ABBANDONO
IMPIANTI SPORTIVI, ANCORA DEGRADO E ABBANDONO Nonostante sia giunto il prestito dal Credito Sportivo, la maggior parte delle strutture non sono a norma.
Messina. Sono passati più di 6 mesi da quando sulle pagine del nostro giornale abbiamo denunciato per la prima volta lo stato di vergognoso degrado dei campi sportivi e delle strutture per il tempo libero della città dello Stretto. Era il 25 settembre 2007 e noi titolavano “Impianti sportivi a Messina abbandonati ed incompiuti”, corredando l’inchiesta con fotografie di alcune situazioni al limite della decenza, come il campo di patate (pardon, di calcio) di Grotte o le strutture dell’Annunziata, prive di ogni accorgimento di sicurezza. Da allora in città molte cose sono cambiate: è decaduta l’amministrazione comunale, è subentrato il commissario straordinario Gaspare Sinatra, la Polisportiva Città di Messina si è vista costretta a ridurre il numero dei consiglieri di amministrazione da 5 a 3 per adeguarsi alla Finanziaria 2007. Una cosa però non è cambiata: l’inerzia delle istituzioni di fronte alle cose concrete, l’incapacità di incidere sul territorio fattivamente e in tempi decenti. Una costante che Messina si porta inesorabilmente dietro da decenni, pesante come un macigno. E con cui i cittadini dovranno continuare a fare i conti, privati dei servizi più elementari, come quello di passare del tempo libero o di svolgere sport in condizioni di sicurezza e igiene nelle strutture comunali. E dire che i segnali positivi ci sono pure stati in questo lasso di tempo. E non parliamo tanto dell’incontro tra Sinatra ed il presidente del Coni prof. Giovanni Bonanno, che pure ha rappresentato un’apertura importante, ma della notizia tanto attesa dell’autorizzazione della devoluzione di mutuo da parte dell’Istituto per il Credito sportivo, arrivata a dicembre. Un prestito di 726 mila euro con il quale il Comune avrebbe potuto finalmente eseguire alcune di quelle opere di manutenzione straordinaria resesi ormai urgenti: la messa a norma degli impianti natatori di Cappuccini (245 mila euro le spese necessarie); la manutenzione del Palazzetto dello Sport di San Filippo (162 mila euro), praticamente dimenticato dopo tutti i soldi spesi per l’inaugurazione in concomitanza con le universiadi del 1997; la messa in sicurezza del campo di rugby di Sperone (174 mila euro); la ristrutturazione della Piscina Comunale di Viale San Martino (145 mila). Interventi parziali ma di indubbia importanza, che il Comune finora ha solo in parte appaltato. Risalgono infatti a fine febbraio sia la concessione di 99 mila euro alla ItalProget per il PalaRescifina, che quella di 105 mila alla ditta Vincenzo Conforto di Naso per i lavori di manutenzione del campo di rugby di Sperone (entrambi i lavori peraltro ancora non sono stati ultimati), mentre gli altri interventi sono ancora in stand-by. Come pure sono in stand-by, e lo saranno ancora per molto, altri impianti sportivi. Parliamo, per esempio, del campo di calcio di Grotte, occupato da mesi da erbacce e vere e proprie dune sabbiose, la cui recinzione pericolante da poco è stata in parte smontata per far passare, da una parte all’altra dell’impianto, le macchine da lavoro utilizzate da una ditta che sta facendo dei lavori di risistemazione a ridosso della spiaggia. Oppure il complesso sportivo dell’Annunziata, con il campo da tennis e quello di calcio a 5 senza reti né porte, privo delle opportune recinzioni, per accedere al quale bisogna sorpassare cumuli di immondizia. E poi c’è il PalaGravitelli, anch’esso costato miliardi di lire ai tempi delle Universiadi, ma ancora privo di una tribuna e di alcuni arredi. E la lista potrebbe essere più lunga. Strutture – ricordiamolo, è questo il vero scandalo – che continuano a funzionare tranquillamente, sebbene non siano a norma di legge. In qualsiasi altro contesto sociale, una situazione del genere susciterebbe la rabbia e l’indignazione dei cittadini, provocherebbe la nascita di comitati, la realizzazione di petizioni, raccolte firme, forme di protesta democratiche ma decise, per difendere i diritti elementari della persona. A Messina, invece, tutto tace. A vantaggio della politica, che si ingrassa a più non posso senza garantire i minimi servizi, non curante dell’ultimo posto nella classifica di vivibilità nella città dello Stretto. Una città dove anche lo sport è proibito.
Francesco Torre
A PROPOSITO DI ENTI INUTILI… POLISPORTIVA “CITTA’ DI MESSINA”. A CHE SERVE? Istituita quasi un anno fa, praticamente inattiva. Quali prospettive?
Messina. «E io pago!», diceva il principe Antonio De Curtis in arte Totò ai creditori che lo asserragliavano in “47 morto che parla”. «E io pago!», dicono oggi i contribuenti messinesi che a fronte di alte tassazioni non solo non ricevono servizi adeguati, ma si trovano anche a dover fare beneficenza a favore di noti politici e amici di politici impiegati in società di dubbissima utilità. Francesco Gallo, Antonino Fisichella e Daniele Spoto. Ricordate bene questi nomi. Si tratta rispettivamente del presidente e dei due consiglieri di amministrazione della Polisportiva Città di Messina, la Srl di proprietà comunale nata per gestire gli impianti sportivi della città. Aggiungeteci pure cinque (compresi due supplenti) funzionari del collegio sindacale e avrete così l’intera pianta organica di un ente inutile, foraggiato da quasi un anno dal Comune senza la benché minima traccia di un atto amministrativo. La polisportiva Città di Messina, infatti, avrebbe tra le proprie competenze la gestione degli impianti sportivi della città e dunque la riscossione dei ricavi della concessione dei servizi ai cittadini, i rapporti con le società, sia quelle professionistiche che quelle dilettantistiche, le politiche di avviamento allo sport per giovani e giovanissimi. Un’attività dunque multidisciplinare e di grande impatto d’immagine, così ambita da indurre Francesco Gallo, ai tempi della costituzione della società assessore alla Cultura dell’amministrazione Genovese, ad abbandonare il proprio ufficio (pur mantenendo un’importante delega ai cosiddetti grandi eventi) per abbracciare la presidenza della Polisportiva. E dormire sonni tranquilli, perché da allora ha avuto la poltrona garantita, lo stipendio (se dovesse corrispondere a quello dei presidenti delle altre partecipate sarebbe intorno ai 65 mila euro l’anno) pagato dai contribuenti e tutto questo senza il minimo sforzo. E se gli impianti sportivi non sono a norma, se i cittadini sono costretti a pagare servizi del tutto insufficienti, se lo sport a Messina significa solo tifare il Messina Calcio in serie B, beh, questo non sarà certo un cruccio per Gallo e gli amici della Polisportiva. I quali probabilmente da luglio, per far passare il tempo, staranno organizzando dei tornei di briscola e tresette. Certo, non sarà uno sport di serie A, ma scusate: è tennis quello giocato senza rete? E’ calcio quello praticato senza porte e tra le dune? E’ un impianto sportivo una struttura senza tribune né spogliatoi? No, ma i ragazzi di Messina giocano lo stesso. E allora lasciamo giocare a carte anche questi ragazzoni della Polisportiva, tanto al loro stipendi ci pensano i contribuenti. E che pensieri hanno? Tanto…“E io pago”!
Francesco Torre ATM NELLA BUFERA: CONSULENZE ESTERNE IN PIENO CLIMA ELETTORALEATM NELLA BUFERA: CONSULENZE ESTERNE IN PIENO CLIMA ELETTORALE La Procura apre un fascicolo: 50 mila euro per due consulenze inutili quando l’ente ha 16 milioni di debito
Messina. Dopo aver toccato il fondo, non rimane che scavare. E’ quanto sta facendo l’Azienda Trasporti Municipalizzata di Messina, che con 16 milioni di euro si prepara alla formalizzazione del collasso economico e dati gli eventi delle ultime settimane si ritrova persino invischiata in una particolare vicenda giudiziaria. Tutto ebbe inizio con due incarichi esterni, consulenze legali della durata di un anno concesse pochi giorni prima delle elezioni e senza troppa “evidenza pubblica” ad Annamaria Trusso e Daniela Rossi per un totale di 50 mila euro più Iva. Ad optare per questa scelta, due dei tre commissari dell’azienda, Antonino Calabrò e Massimo Chiofalo, all’insaputa del Commissario speciale Antonino Grasso, il quale non ha lesinato polemiche e condanne, considerando la vicenda «un’iniziativa esecrabile». In effetti, le due consulenze lasciano perplessi per più ragioni: innanzitutto per la coincidenza con la tornata elettorale, soprattutto in considerazione che Calabrò e Chiofalo, così come il commissario straordinario del Comune Gaspare Sinatra, sono entrambi vicini all’Mpa di Raffaele Lombardo; in secondo luogo per la durata dell’incarico, un anno, quando la trinità dell’Atm abbandonerà le poltrone presumibilmente tra un paio di mesi; inoltre, perché le questioni legali delle partecipate sono appannaggio dell’ufficio legale del Comune, che ha già a libro paga diversi legali esterni; infine, perché con quei soldi, come hanno ripetuto più volte i sindacati, Cisl e Cgil in testa, si sarebbero potuti, per esempio, comprare dei nuovi copertoni per gli autobus che sono fermi in rimessa in attesa di manutenzione da mesi. La vicenda si infittisce nei giorni successivi. Calabrò e Chiofalo fanno sapere che le consulenze sono strettamente necessarie, Sinatra stesso con una nota giustifica le assunzioni collegandole ad un progetto del Ministero dell’Università e della Ricerca, che impone la dotazione di una struttura tecnica di ricerca e sviluppo (e che c’azzeccano, direbbe Di Pietro, due avvocati?), le proteste dei sindacati incalzano ed infine la Procura entra nella sede dell’azienda per prelevare gli atti e aprire un fascicolo d’inchiesta. E tutto ciò mentre Annamaria Trusso e Daniela Rossi, le due vincitrici del concorso fantasma, decidono di rinunciare all’incarico. Insomma, una vicenda da ridere se non ci fosse, invece, da piangere. Sì, perché l’ultima riunione dei vertici della società ha finalmente quantificato il deficit interno, pari a circa 16 milioni di euro. E se si considera la mole dell’ente (circa 700 dipendenti) e la qualità scadente dei servizi erogati, si capisce quanto il futuro si prospetti nero. Fino a qualche settimana fa si parlava di trasformazione in Spa: ma quale privato sarebbe interessato ad investire in una società con questi dati economici? Forse ci si potrebbe rivolgere alla cordata di imprenditori interessati all’acquisto di Alitalia. Peccato che non esista!
Francesco Torre
L’URLO DEI SINDACATI: «SITUAZIONE SCANDALOSA E INDECENTE»
Messina. Se l’Atm affonda, ad affondare saranno tutti i suoi 700 dipendenti. Ne sono consapevoli i sindacati, che nelle ultime settimane, anche in conseguenza alla paradossale vicenda delle consulenze, hanno recapitato ai piani alti dell’azienda la propria protesta: «All’Atm c’è una situazione scandalosa e indecente», ha tuonato Maurizio Bernava della Cisl, «I servizi cittadini sono al minimo storico, lo shopping elettorale in esponenziale ascesa. Si sarebbe potuto fare altro con la somma destinata alle consulenze». Di un simile avviso, anche Spanò e Foti della Cgil: «Pensare che quei soldi potevano essere risparmiati attingendo al collegio di difesa del Municipio o che comunque, ad anche con meno, si sarebbero potuti acquistare i copertoni per quegli autobus che sono da mesi fermi in azienda è non solo mortificante ma suona come un vero e proprio schiaffo dato a tutta la città. Sinatra – continuano i cigiellini – la smetta con i silenzi e dica che fine hanno fatto i 16 milioni di euro che l’Atm avanza dal Comune per gli anni precedenti, quali accordi e soprattutto a quali condizioni sono stati siglati con gli istituti bancari per la copertura dei debiti contratti dall’azienda e, non ultimo, cosa vuole finalmente fare per l’Atm».
Francesco Torre SEGRETERIE UNIVERSITARIE VUOTE: SEI DIPENDENTI RINVIATI A GIUDIZIO PER ASSENTEISMOSEGRETERIE UNIVERSITARIE VUOTE: SEI DIPENDENTI RINVIATI A GIUDIZIO PER ASSENTEISMO L’indagine del sostituto procuratore Farinella allarga l’inchiesta della Procura sull’Ateneo messinese.
Messina. Truffa ai danni dello stato. E’ questa l’accusa mossa dal sostituto procuratore Giuseppe Farinella a sei dipendenti dell’Università di Messina che nell’ambito di numerosi controlli effettuati dagli organi preposti sono stati trovati assenti dal posto di lavoro senza giusta causa. Le conseguenti richieste di rinvio a giudizio per i sei “lavoratori” (Maria Edvige Maisano, Giuseppe Martelliti, Matteo Gallo, Alfonso De Salvo, Domenico Morganti e Giuseppe De Francesco) sono dunque state deposte al gip nell’ambito della grande inchiesta sull’Ateneo che ormai da mesi la Procura di Messina sta portando avanti e che in passato, ricordiamo, ha già portato alla sospensione temporanea del rettore Franco Tomasello. Sospensione dalle funzioni utilizzata anche in questo caso come misura interdittiva, della durata di due mesi, per quelli che ormai vengono additati come professionisti dell’assenteismo. Per quanto riguarda Gallo, egli è il funzionario capo dell’Ufficio di segreteria della facoltà di Scienze Politiche, stesso ufficio di appartenenza di Maisano, Martelliti e De Salvo. Morganti, invece, è impiegato nell’ufficio di presidenza della facoltà di Scienze Politiche. De Francesco, infine, è dipendente della 3^ Ripartizione-Divisione II delle segreterie universitarie dell’ateneo. Tutti loro sono stati colti in flagranza di reato, cioè assenti senza motivo dal posto di lavoro, in diverse circostanze a partire da giugno 2007. Si allarga a dismisura, dunque, l’indagine della Procura di Messina sulle anomalie dell’Ateneo messinese, arricchendosi anche di un capitolo legato all’assenteismo. Filone d’indagine affidato alla Sezione di Polizia Giudiziaria, in prima linea nei controlli dei “badge” e nella verifica dell’effettiva presenza dei dipendenti dell’Università. Questa nuova grana arriva dopo la tempesta mediatica che ha colpito l’Ateneo nel mese di marzo, a seguito della denuncia di una dottoranda vincitrice di una borsa di studio internazionale, dott.ssa Francesca Migliardo, di procedure non trasparenti nei concorsi per ricercatore. Accusa naturalmente respinta dal rettore Tomasello, ormai impegnato a tempo pieno nella mission impossibile di giustificare o deprecare ogni giorno quello o quell’altro atteggiamento sconveniente, quando non proprio illegale, e nel tentativo di mantenere il buon nome dell’Università. Buon nome, comunque, già abbandonato per strada da anni, se è vero che un consorzio di atenei “virtuosi” (che ovviamente non comprende quello messinese) nelle scorse settimane ha richiesto di costituire una sorta di club d’elite per promuovere attività di ricerca e ottenere un numero maggiore di finanziamenti dallo Stato.
Francesco Torre
E IL RETTORATO DENUNCIA UNA STUDENTESSA PER RIFARSI IL LOOK
Messina. Come reagisce l’università a mesi e mesi di denunce, attacchi mediatici e giudiziari, accuse di nepotismo, familismo, truffa, concussione e chi più ne ha più ne metta? Come sempre, a danno degli studenti. Certo, la vicenda che ha visto protagonista una giovane studentessa che pur di seguire il corso a numero chiuso di Fisioterapia ha falsificato la documentazione relativa all’iscrizione, non avendo superato l’esame di ammissione, non è certo edificante, ma buttare la croce addosso ad una ragazza che pretende solo di garantirsi un futuro (sbagliando nei modi, sia ben chiaro) ed additarla alla stampa come l’esempio del malcostume che il rettore vuole adesso sradicare nel buon nome dell’Ateneo – colpendola con una denuncia formale che nei fatti pregiudicherà per sempre il suo futuro – ci sembra davvero un atto ignobile. Se il “Magnifico” vuole davvero rifare il look alla ormai devastata istituzione universitaria messinese, cominci piuttosto dai tanti “figli di”, o “appartenenti al partito tale” che hanno fatto diventare l’ateneo territorio di una vera e propria “scienza della lottizzazione”, insegnamento che con “storia del nepotismo” e “istituzione baronale” è ormai alla base del percorso di formazione di pressoché tutti i numeri uno dell’Ateneo. Altro che meritocrazia.
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